Terza età non sempre è sinonimo di serenità. Non parliamo solo dei disturbi fisici, del senso di debolezza e di stanchezza; molto più frequente è il malessere psicologico che nasce dal sentirsi fragili, soli e inutili.
Non a caso, gli anziani sono le persone maggiormente esposte all'insorgenza della depressione. In questo contesto, la presenza di un compagno di vita "a quattro zampe" può produrre grandi benefici e, nella maggior parte dei casi, rappresentare anche la soluzione al problema.
Tra gli amici pelosi più compatibili con i bisogni della persona anziana, il gatto Ragdoll è sicuramente al primo posto. Eccezionalmente buono, tranquillo e mansueto, il Ragdoll supera di gran lunga lo stesso cane - migliore amico dell'uomo per antonomasia - quanto a devozione e amore incondizionato.
Questo dolcissimo gatto, infatti, si lega al suo umano di un affetto totale e senza riserve: non è esagerato dire che sviluppa nei confronti del proprietario una vera e propria adorazione, vivendo con lui in completa simbiosi al punto da soffrire la sua mancanza anche per pochi minuti.
Ogni volta che vede il suo umano, il Ragdoll lo accoglie festosamente e lo segue di stanza in stanza. Ma più di ogni altra cosa, questo splendido micio adora il contatto fisico: i sonnellini in braccio, le coccole, le parole dolci, i continui scambi di sguardi. Silenzioso, paziente e discreto, il Ragdoll sa anche eclissarsi quando è opportuno.
L'importante è non farlo mai sentire escluso o sgradito: questa razza, infatti, si distingue per una sensibilità estremamente delicata, la stessa che lo porta a "sentire" quando il suo umano ha più bisogno di lui e a stargli accanto senza allontanarsi mai.
Impossibile soffrire la solitudine con un amico così al proprio fianco! Sceglilo per te o per una persona anziana a te cara: un gatto Ragdoll rende davvero la vita più bella.
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Le vaccinazioni del gatto si dividono in due gruppi: obbligatorie e non obbligatorie. Della prima categoria fanno parte i tre vaccini che compongono la cosiddetta "trivalente", ovvero rinotracheite (herpes virus), calicivirosi (calici virus) e gastroenterite virale (panleucopenia).
Queste tre malattie infettive, allo stato attuale della medicina veterinaria, non possono essere curate in quanto non esistono terapie: il vaccino rappresenta quindi nei loro confronti l'unica difesa. Sono profilassi obbligatorie, quindi dovrai vaccinare il tuo micio anche se vive in casa e non ha mai contatti con altri gatti.
Il tasso di contagiosità di queste malattie è tale, infatti, da coinvolgere qualsiasi soggetto indipendentemente dal suo stile di vita. Si tratta di infezioni gravissime, il cui esito è spesso mortale e che comportano per il gatto grandi sofferenze.
Quindi, non rischiare: segui le profilassi con i tempi e le modalità previste e assicurerai al tuo piccolo amico una vita lunga e serena. I gatti vanno vaccinati a partire dalle 8-10 settimane di età; prima di allora, il loro sistema immunitario è ben protetto dagli anticorpi del latte materno.
Una volta effettuati i tre vaccini di base, il micio sarà coperto per la durata di un anno: alla scadenza indicata sul libretto delle vaccinazioni dovrai sottoporlo al richiamo annuale, così da rinnovare l'efficacia della profilassi.
In alcuni casi particolari (gatto che frequenta gli spazi esterni; gatti provenienti da colonie, gattili o altri contesti promiscui) il veterinario potrà aggiungere alla trivalente uno o più vaccini facoltativi: i principali sono FeLV (leucemia felina), peritonite infettiva felina (FIP), clamidiosi e antirabbica.
Quest'ultimo, generalmente facoltativo, è richiesto obbligatoriamente all'estero, in alcune zone del territorio italiano e alle esposizioni feline.
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Le malattie del gatto si possono suddividere in due grandi gruppi:
- incurabili.
Sono le infezioni che, per l'elevato tasso di contagiosità e per la totale assenza di terapie risolutive, possono essere solo prevenute attraverso il vaccino. Fanno parte di questo gruppo la rinotracheite, la gastroenterite virale, la calicivirosi (ovvero le tre malattie infettive per le quali viene effettuata la cosiddetta "trivalente", profilassi ormai obbligatoria per tutti i gatti), la rabbia, la peritonite infettiva felina (FIP) e la leucemia felina (FeLV);
- curabili.
Sono i tumori, le malattie parassitarie (acari dell'orecchio, toxoplasmosi, vermi intestinali, infestazioni da pulci, otiti), le affezioni dell'apparato respiratorio (laringite, coriza, raffreddore, asma), le cardiomiopatie, gli squilibri cronici legati al metabolismo (diabete, obesità), i disturbi del fegato, dei reni e delle vie urinarie (struviti, cistiti, calcoli, insufficienza renale, insufficienza epatica), le malattie degli occhi (congiuntiviti, glaucomi), le infiammazioni della cute (dermatiti, micosi, rogna, eczema, tigna), la clamidiosi, i disturbi articolari (artrosi, artrite) e le coliti.
Per tutte queste condizioni, l'efficacia della cura dipende dall'esattezza e dalla tempestività della diagnosi. Per i proprietari, non sempre è facile accorgersi che il proprio gatto è malato: il felino domestico non è solito esternare il suo disagio se non in caso di estrema sofferenza.
Così, le manifestazioni diventano evidenti solo quando la malattia è in stadio ormai avanzato. Tuttavia, esistono segnali riconoscibili che è sempre bene non sottovalutare: prurito, scolo nasale e oculare, zoppia, sete eccessiva, minzione alterata (troppo frequente o, al contrario, difficoltosa), diarrea e vomito, costipazione, perdita di pelo, dimagrimento, sovrappeso, inappetenza, astenia, prostrazione e cambiamenti nel solito comportamento (ad esempio, quando il gatto diventa improvvisamente aggressivo).
Tutti questi sintomi non sono univoci: una stessa manifestazione, quindi, può essere riconducibile a malattie differenti. L'unica cosa da fare è segnalare ogni sintomo "sospetto" al proprio veterinario che, qualora lo ritenga opportuno, effettuerà le verifiche del caso attraverso visite ed esami.
E' molto importante non procedere mai con il "fai da te", magari somministrando al micio farmaci ed altri rimedi di propria iniziativa: oltre a non risolvere la situazione, si potrebbe peggiorare lo stato della malattia e indurre effetti collaterali molto gravi.
Scritto da https://www.ragdolls.it/
Nato nel 1992 per iniziativa di Maria Federica Guagnano, l'allevamento Silmarilions – Silmarags di Rocca Priora (RM) è oggi il punto di riferimento d'eccellenza per la razza Ragdoll in Italia.
Com'è noto, il Ragdoll è un gatto assolutamente straordinario: mezzo secolo di selezioni ha eliminato del tutto le caratteristiche di aggressività e diffidenza proprie dei felini domestici, affinando invece in modo sorprendente le doti di amorevolezza, mansuetudine e pazienza.
Allo stesso tempo, il Ragdoll ha sviluppato un'indole sensibile che richiede rispetto e delicatezza. In altre parole, questo micio ha bisogno soprattutto di sentirsi amato per stare bene. Maria Federica ha strutturato il suo allevamento tenendo conto di tutti questi aspetti e realizzando una realtà "a misura di Ragdoll".
Prima di tutto, con l'esclusività: Silmarilions – Silmarags è dedicato solo al Ragdoll, e non alleva nessun'altra razza. Poi, con l'ambiente: non un allevamento di tipo tradizionale, ma una vera e propria casa di 60 mq, con tre stanze spaziose tutte a disposizione dei mici, complete di tutti i comfort e dotate delle necessarie misure di sicurezza.
Ogni Ragdoll è curato, amato, coccolato e seguito con attenzione in tutte le sue esigenze di benessere, sia fisico che psicologico. La razza è accuratamente selezionata secondo gli standard più rigorosi per le linee di sangue tradizionali e miste nei colori Seal, Blue Point, Lynx, Lilac e Chocolate; non a caso, l'allevamento Silmarilions – Silmarags ha dato i natali a diversi campioni e vanta affiliazioni prestigiose che ne garantiscono qualità e serietà.
Prendere il tuo cucciolo è semplice, puoi farlo da tutta Italia contattando Maria Federica all'indirizzo mail
I cuccioli sono prenotabili - previo deposito non rimborsabile - già dalle 3-5 settimane di vita; a 12-14 settimane possono essere separati dalla mamma e raggiungere la loro nuova casa.
Il tuo piccolo amico ti sarà consegnato vaccinato, sverminato e accompagnato da tutta la documentazione necessaria (libretto sanitario, certificato di buona salute, pedigree, contratto di vendita, indicazioni su cura e dieta, copie dei test dei genitori per Felv, Fiv, Fip e del DNA per HCM).
Per la consegna sono previste due opzioni: ritiro in allevamento oppure appuntamento alla Stazione Termini di Roma. Non è invece contemplata la spedizione aerea, fonte di eccessivo stress per il cucciolo.
Perchè microchippare il proprio gatto? A differenza di quanto previsto per i cani, per i gatti non sussiste alcun obbligo in merito al microchip e all'Iscrizione in Anagrafe Felina: se non adotti queste procedure, quindi, non succede assolutamente niente.
Se però lasci libero il tuo gatto di frequentare gli spazi esterni, oppure sei solito portarlo in vacanza con te, il sistema microchip-Anagrafe può costituire una preziosa misura protettiva. In caso di furto o smarrimento del gatto, infatti, la microchippatura agevola di molto il ritrovamento, perché consente di identificare istantaneamente il gatto e di contattare il legittimo proprietario.
L’applicazione di questo dispositivo, inoltre, è requisito indispensabile per ottenere il Passaporto Europeo per animali domestici. Ma cos'è, esattamente, il microchip? Si tratta di un minuscolo dispositivo che viene inoculato al gatto sotto la cute del collo (o fra le scapole, se l'animale è molto piccolo).
L'operazione dura pochi istanti e non richiede anestesia, poiché è completamente indolore. Una volta inserito, il microchip non emette alcun segnale o vibrazione, e non viene quindi mai avvertito dal micio. L'unico momento in cui il dispositivo si attiva è quando viene sollecitato da un apposito lettore che consente di rilevarne il codice interno.
Questo codice contiene in forma cifrata i dati identificativi del gatto e del suo proprietario, ed è quindi strettamente personale. Dopo aver impiantato il microchip, il veterinario crea una scheda personale del micio sul registro informatizzato dell'Anagrafe Nazionale Felina.
Questa banca dati non è pubblica ma privata, ed è promossa dall'A.N.M.V.I. ("Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani"). Per questo, l'impianto del microchip e l'iscrizione in Anagrafe possono essere eseguiti solo da uno dei veterinari aderenti (la lista è disponibile sul sito ufficiale http://www.anagrafenazionalefelina.it/).
Entrambe le procedure sono trattate come prestazioni a pagamento e il loro costo varia da veterinario a veterinario. Quali dati vengono riportati sulla scheda dell'Anagrafe? Praticamente, tutti quelli che servono a identificare il tuo micio e a restituirtelo in caso di ritrovamento: codice del microchip, età, razza e aspetto del peloso e tutte le informazioni fondamentali che ti riguardano (nome, indirizzo, recapito telefonico, ecc.).
Attenzione, quindi: se in futuro anche uno solo dei tuoi dati dovesse variare (il numero di cellulare, ad esempio) è molto importante comunicarlo subito al veterinario A.N.M.V.I., così da effettuare l'aggiornamento della scheda. Ecco, il tuo gatto è microchippato e registrato.
Cosa succede in caso di smarrimento? In qualità di proprietario dovrai recarti tempestivamente da un veterinario dell'Associazione (magari lo stesso che ha inserito il microchip ed effettuato l'iscrizione) che procederà a segnalare lo smarrimento in banca dati.
La persona che ritrova, invece, deve portare il micio presso i servizi sanitari ASL o un qualsiasi ambulatorio veterinario per accertarsi che possieda il microchip. Se il gatto risulta microchippato, basterà rivolgersi a un veterinario A.N.M.V.I., che effettuerà la lettura del codice e risalirà al legittimo proprietario.